Rinaldo Arcari: un contemporaneo che fa arte acciuffando brandelli di un mondo in via di estinzione.
E sono le emozioni che gli suscita quel mondo che egli fissa sulle sue tele. Che risvegliano, in chi le ammira, quel antico amore per la natura e le cose che il nichilismo in atto pretende, per contro, di esiliare nelle pieghe di una memoria sempre più labile.
Arcari non è una preda del mito modernismo: la proposizione dei suoi temi pittorici lo accomuna piuttosto a quella schiera, non esigua, di artisti che, sul filo della memoria appunto, inseguono con nostalgia e con forza quel mondo che pare smarrito nei mille rivoli di una pretesa civiltà dell’elettronica che diviene, giorno dopo giorno, sempre più invasiva.
Paesaggi, contadini colti nel lavoro dei campi, nature morte, scorci cittadini: ecco i temi del poliedrico Arcari. Una pittura, potremmo dire, che nasce dal desiderio di voler custodire ciò che nella realtà più non esiste; ma che ci appartiene.
Michele Riccio