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Giulio Montinelli - Pittore
 
Nato a: Brescia
 
Vive a: Brescia
 
Opera a:
 
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"La luna non sa?" Sta addosso ad una tela grande per due, tre mesi, per otto, dieci ore al giorno. E' anacronistico... dicono. Lavora nella sua bottega (pardon, oggi si chiama studio) per sette giorni alla settimana, comprese le feste comandate: schizza, disegna, prepara i fondi, stempera il pigmento acrilico, vela i colori, li usa densi o diluiti a secondo della texture che intende ottenere, sovrappone le campiture una sull'altra, partendo dal tono più basso, più in ombra, per arrivare alla luce più vivida, quasi squillante di questa sua ultima "stagione" stilistica. Seleziona i pennelli, li spulcia, li sagoma, come quando le botteghe erano le fucine inventive, la fabbrica stessa dei materiali utili per far pittura. .. .e mentre butto giù queste note, subito righe fitte, che nulla hanno a vedere con l'arte sublime del dipingere, ribadisco a me stesso ciò che fermamente ho sempre pensato: non credo agli artifici, all'icona facile che spudoratamente salta l'apprendistato, non conosce l'allenamento al "mestiere", evita la fatica. Che ruolo può avere un artista che non sa mettere in pratica il "Pensiero" perché non possiede la sapienza tecnica, non si pone sfide alte, non conosce follie gestuali? La Pittura va pensata e il pensiero si esplica meglio con l'immagine che con la parola! Il pensiero è ricerca, quindi è fatica. Nei casi più alti si trasforma in tormento, per diventare subito estasi! Il lavoro di Giulio va in questa direzione proprio perché intende disegnare la voce: la voce sublime del Creato. I Greci sostenevano che la perfezione sta nel "Pensiero", e quando l'uomo prova a concretizzalo l'opera sua scade, non è all'altezza del voluto, del pensato. Ciò non scoraggi chi sta sulla strada maestra: annienti invece chi s'affida all'improvvisazione, alla sola intelligenza, agli effetti speciali ignorando i legni dei tempi, i luoghi dell'infinito e i suoi simboli. Chi non sta in questo solco, chi non ha ancora fatto sue queste riflessioni, non legga il seguito: sarebbe tempo sprecato.

Gian Mario Andrico

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