Un pittore autentico. Una figura posta dentro e fuori dal mondo quale osservatore fortemente sensibile della sofferenza umana, Gheorghe Tirla assume con ostinazione il proprio ruolo di imago-taumaturgo. Dotate di una rara capacità di empatia e connotate dall'essenza cristiana, le immagini di Gheorghe rivelano pathos ed espressività. Avendo un linguaggio plastico e figurativo nei propri lavori, l'autore vi trasferisce i caratteri-segni dell'universo cattolico, quale era concepito da Dante. "Silenzio nel purgatorio" - la sua serie di opere- traspone la realtà della sua psiche come si trattasse di un'operazione di espiazione. Un intervento di slittamento, di transizione in uno spazio oltremondano (il purgatorio) degli elementi figurativi, che crea la sensazione di reale-irreale (probabilmente) nello stesso tempo. Questo è l'artifìcio magico del pittore, che permette a se stesso di ricoprire le figure con la compassione, la dolcezza e la pietà. Finalmente, in questo spazio di transizione - silenzio e passaggio - come nel Purgatorio stesso, la vita di speranza, che non è spenta , può essere ancora - crediamo - resuscitata.
Prof. Joan Aurel Muresan
(Ordinario dell'Accademia di B. A. Rumena)